Ho frequentato il liceo artistico ed una volta preso il diploma ho iniziato a lavorare in una bottega, che vanta un’esperienza sul campo di molti anni.

Prima di “andare a bottega”, pensavo che gli artigiani si dedicassero prevalentemente alla pittura di quadri, ognuno con il proprio stile e destinati a mostre collettive o personali.

Mi immaginavo che dopo il liceo si potesse intraprendere la via della decorazione di mobili oppure della ceramica, cosa quest’ultima che mi piaceva perché praticata da mio padre, fin da quando ero piccolo.

In realtà non mi rendevo conto che si potessero ancora dipingere pareti, inventarsi decorazioni fantastiche e realizzarle per la compiacenza del committente. Questo mi riportava, e tutt’ora mi riporta, a vivere questa esperienza lavorativa come una prosecuzione di una tradizione antica.

L’esperienza di bottega mi portò presto a contatto con le pareti: quelle bianche su cui inventare una decorazione che fosse a trompe l’oeil oppure a grottesche piuttosto che paesaggi; e quelle da restaurare, dove il restauro poteva essere integrativo oppure semplice ritocco conservativo.

Ricordo la prima volta che acconsentirono a farmi dipingere un dettaglio grafico di una formella dipinta su un soffitto. Eravamo all’università americana di Firenze.

Ho avuto modo di fare molta esperienza cominciando con tutte quelle lavorazioni che stanno a monte della decorazione e quindi la preparazione delle superfici: ammanniture, preparazioni varie, scartare, stuccare. Lavorare la foglia d’oro che fosse “orone” oppure oro zecchino. Insomma un sacco di tecniche che ovviamente mi sono risultate utili in seguito.

Finita l’esperienza in bottega arrivai alla decisione di aprire la mia propria bottega a soli 21 anni.

C’è un aspetto indelebile che mi ha caratterizzato fin dall’inizio dell’avventura e nello specifico mi sono detto appena ho aperto per la prima volta il bandone della mia bottega che non mi sarei limitato a passare tutta la mia vita ad aprire quel bandone giorno dopo giorno ma avrei voluto girare, conoscere, incontrare, tentare la mia strada per quello che poteva offrirmi, consapevole che avrei dato il massimo.

A distanza di tanto tempo devo dire che ho mantenuto fede a quel proposito. Non sempre le cose hanno funzionato come avrei voluto, ma per quel che riguarda il campo della decorazione devo riconoscere che mi sono tolto delle belle soddisfazioni, lavorando in vari ambienti, da alberghi di alta categoria a residenze private di prestigio, sia in Italia che all’estero. 

Ed ancora oggi sono sempre orientato a consolidare e vivere queste esperienze.